Come scrivere un piano editoriale: la guida completa per le pubblicazioni sui tuoi social

guida piano editoriale

Se hai un business, pubblicare sui social non è un passatempo e non è un’attività da fare “quando si ha tempo”. I social sono un mezzo di comunicazione (e promozione) importante che va gestito strategicamente, programmando in anticipo ogni pubblicazione. Ecco a cosa ti serve un piano editoriale.

Aspetta ma che cos’è?
Si tratta di una pianificazione puntuale e precisa di tutto ciò che andrai a pubblicare nel breve, medio o lungo termine (solitamente si costruisce su base mensile). Le pubblicazioni sono definite da quelle che chiameremo “rubriche editoriali”. Così sai sempre cosa pubblicare e quando, senza stress e crisi creative.

In questo articolo ti spieghiamo, passo dopo passo, come costruire un piano editoriale che non sia solo una lista di post buttati lì a caso, ma uno strumento strategico che riflette ciò che è più importante per il tuo business.

Step 1 — Crea le tue rubriche editoriali

Le rubriche editoriali definiscono di cosa parlerai e perché dovresti parlarne.

Per decidere quali saranno, devi guardare con onestà al tuo business, a breve, medio e lungo termine: quali sono i temi che contano davvero per il tuo pubblico? Cosa distingue la tua azienda dalle altre? Come ti vuoi posizionare? Per cosa vorresti essere trovato? Quali problemi risolvi meglio di chiunque altro?

Una rubrica ben fatta deve tradurre questi elementi in un filone narrativo chiaro.

Ogni business (come un ristorante) deve poter esprimere al meglio la sua identità attraverso le rubriche, che vanno sempre definite anche in base ai suoi obiettivi di posizionamento marketing e comunicazione.

Rimanere generici non porterà da nessuna parte. Facciamo un esempio. Se un ristorante fa cucina romana, ma tutti i suoi piatti sono pensati per intolleranti al lattosio, ciò che va comunicato nel piano editoriale NON è la cucina romana, bensì il format pensato proprio per quella nicchia di clienti. Ecco un esempio di rubrica definita sulla base dei propri obiettivi di posizionamento.

Ciò che conta è che ogni rubrica rappresenti una parte rilevante del tuo valore. Se un tema non parla davvero del tuo business, non ti porta clienti e rafforza il brand, forse è il caso di lasciarlo perdere. Le rubriche devono essere poche ma potenti: sono i capitoli del libro che ogni settimana racconti al tuo pubblico.

Step 2 — Verifica che le tue rubriche siano davvero utili

Una volta individuate, arriva il momento della verità: capire se queste rubriche sono pertinenti. Chiediti se aiutano davvero i tuoi potenziali clienti, se contribuiscono a un obiettivo misurabile (visibilità, interazione, conversioni) e se sono sostenibili nel tempo. Non c’è nulla di peggio di una rubrica iniziata con entusiasmo e poi abbandonata perché richiede più tempo e risorse del previsto.

Poniti la domanda: questo tema interessa solo a me o è davvero un argomento di valore per i miei clienti presenti e futuri?

Analizza ogni rubrica con spirito critico: se non riesci a immaginare almeno una decina di contenuti futuri attorno a quel tema, rischia di essere poco fertile. E se una rubrica non porta alcun risultato per mesi, non c’è nulla di male nell’abbandonarla. Un piano editoriale efficace è vivo, non scolpito nel marmo.

Step 3  – Identifica il pubblico

Una rubrica non deve parlare a tutti, ma a qualcuno in particolare. Per questo, è utile collegare ogni tema a uno specifico pubblico. Chi leggerà quel contenuto? Quale bisogno ha? Come e dove consuma informazioni?

Tutte queste informazioni ti aiuteranno a capire come trattare i tuoi argomenti, ovvero a definire il tono di voce. Puoi essere più tecnico, ironico, diretto o narrativo a seconda di chi vuoi raggiungere. Una rubrica senza pubblico è solo un esercizio di stile; una rubrica con un pubblico chiaro diventa uno strumento di marketing.

 

Rubriche piano editoriale

 

Step 4 — Definire formati e frequenza

Ogni rubrica può essere espressa in vari formati: post statico, video, articoli, storie… più ne usi e meglio è ma scegli solo i formati che puoi sostenere con costanza altrimenti è inutile.

Stabilisci anche una frequenza di pubblicazione adeguata per ciascuna rubrica. Non è necessario esagerare: meglio pochi contenuti ma strutturati che una quantità disumana di materiale superficiale. Ricorda: per l’algoritmo social non è importante che pubblichi per forza tutti i giorni, ma è importante che tu rimanga costante nel tempo. Meglio poco materiale, ma pubblicato con costanza.

Step 5 — Costruisci il calendario editoriale

Quando le rubriche sono pronte, il pubblico è chiaro, il formato e la frequenza decise, arriva il momento del calendario editoriale. Puoi usare uno strumento semplice come Excel o Google Sheets per elaborarlo. La cosa importante è che ogni contenuto sia tracciato con chiarezza: data, rubrica di appartenenza, obiettivo, canale, formato.

Il calendario è ciò che trasforma l’idea in azione. Senza, rischi di vivere nel caos creativo, che può sembrare romantico finché non devi farlo funzionare in un contesto aziendale.

Step 6 – Scrivi e crea!

È arrivato il momento di mettersi all’opera, ovvero di scrivere i tuoi post e creare le immagini o video che li accompagneranno. Tieni a mente il lavoro che hai fatto fin ora, soprattutto la definizione del tuo pubblico: ti aiuterà a facilitare e velocizzare lo step di scrittura e creazione.

 

Step 7 – Pubblica e ottimizza

Un piano editoriale efficace evolve, sempre.

Dopo aver pubblicato il tuo post, il lavoro non finisce lì. Serve capire cosa effettivamente ha funzionato per migliorare sempre di più i risultati della tua social media strategy.

Misura regolarmente i risultati non solo in termini di like: osserva visualizzazioni, copertura, salvataggi, replay. Cerca di capire quali rubriche performano meglio e quali meno, identifica quali formati funzionano su quali canali. I video potrebbero andare meglio su Facebook ed essere invece superati dai post statici su Instagram o viceversa. Usa queste informazioni per migliorare costantemente il tuo piano editoriale.

Le rubriche migliori vanno potenziate, quelle più deboli ripensate o eliminate.

Il piano editoriale è solo una parte della strategia di Marketing

Dopo questa lunga guida sul piano editoriale, è doveroso ricordare una cosa: il piano editoriale non è la strategia, ma un tassello della strategia. È lo strumento operativo che ti permette di dare ordine alla comunicazione, ma vive dentro un ecosistema più grande fatto di branding e advertising.

Anche considerando solo il mondo online, la social media strategy va integrata a:

  • campagne di Meta Ads performanti
  • Un sito web funzionante, preciso e veloce
  • Newsletter capaci di convertire
  • In alcuni casi, Ads su Google

In altre parole: serve una strategia completa, integrata, capace di unire più strumenti online ma anche offline. Solo così ogni contenuto che produci smetterà di essere un post isolato e diventerà un tassello che lavora davvero per il tuo business.

Se nel 2026 vuoi costruire una strategia personalizzata proprio per la tua attività, che includa non solo i social network, ma una vera e propria rete di strumenti di Marketing, contattaci e parliamone insieme.

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