C’era una volta la SEO. Lineare e ordinata. Tutto si giocava sul territorio di Google: keyword, backlink e punteggi di ottimizzazione SEO.
Poi è successo qualcosa.
Le persone hanno iniziato a cercare informazioni ovunque, non più solo su Google. TikTok è diventato un motore di ricerca. Amazon ha smesso di essere solo un e-commerce. YouTube è più consultato di molti manuali. Gli assistenti vocali rispondono al posto nostro. E l’intelligenza artificiale ha iniziato a dare risposte concrete.
È qui che entra in gioco la Search Everywhere Optimization.
Cos’è la Search Everywhere Optimization
La Search Everywhere Optimization parte da un presupposto molto preciso: le persone cercano risposte. E quelle risposte possono arrivare da Google, certo, ma anche da un video su TikTok, da una recensione su Amazon, da una risposta su Reddit, da un podcast, da una chat con un’AI o da un carosello su Instagram.
Ottimizzare ovunque non significa essere presenti a caso su tutti i canali possibili. Significa comprendere come cambia il comportamento di ricerca e adattare contenuti, linguaggio e formati ai luoghi in cui le persone cercano davvero.
In altre parole, la SEO smette di essere una disciplina isolata e diventa una strategia di visibilità distribuita. Non più una battaglia per la prima posizione su Google, ma una presenza coerente e riconoscibile lungo tutto il percorso di scoperta, valutazione e scelta.
Perché la SEO tradizionale non basta più

Google resta centrale, ma non è più l’unico punto di accesso alle informazioni. Sempre più spesso le ricerche non iniziano da una query digitata, ma da un contenuto suggerito, da un consiglio visto in un video o da una domanda fatta a voce a un assistente vocale.
Per capire dove dobbiamo posizionarci è fondamentale l’analisi del nostro target (e non solo). Dov’è che i nostri consumatori cercano informazioni? Ad esempio, è più probabile che a limitarsi a Google sia un target di persone adulte, sopra i 40/45 anni, mentre la GenZ sarà più incline a usare come motori di ricerca anche piattaforme nate come social, come Instagram o TikTok.
Oggi una persona che vuole acquistare un prodotto potrebbe cercare recensioni su YouTube, confrontare i prezzi su Amazon e solo alla fine finire su un sito web. Oppure potrebbe non finirci affatto. E se un brand non compare in nessuno di questi passaggi, non importa quanto sia ben posizionato il suo sito, ha perso un cliente.
La Search Everywhere Optimization nasce proprio per colmare questo vuoto: non sostituisce la SEO, la espande e la rende più coerente col comportamento reale delle persone.
Dov’è che le persone cercano informazioni oggi?
La ricerca si è frammentata. Ed è una buona notizia solo per chi è disposto ad adattarsi.
I social media sono ormai motori di ricerca a tutti gli effetti. TikTok, in particolare, viene utilizzato da una fascia sempre più ampia di utenti per trovare consigli, tutorial, recensioni e spiegazioni. Instagram lo segue, soprattutto per brand, luoghi e prodotti. LinkedIn è diventato un punto di riferimento per contenuti professionali e di settore.
I marketplace sono un altro universo fondamentale. Amazon non è solo il luogo in cui si compra, ma il luogo in cui si decide cosa comprare. Qui la ricerca è estremamente pragmatica, orientata alla conversione e spietata con chi non è chiaro, completo e credibile.
Poi ci sono le ricerche vocali, che cambiano completamente il modo in cui le persone formulano le domande. Non più keyword secche, ma frasi complete, conversazioni, richieste contestualizzate. Sono sempre di più le persone che utilizzano ChatGPT senza scrivere, ma parlandoci direttamente con il tasto per la registrazione vocale.
Cosa cambia davvero per la SEO nel 2026
La SEO smette di vivere di regole fisse e inizia a ragionare in termini che cambiano sempre a seconda di contesto, intenzione e formato.
Prendiamo ad esempio uno degli elementi che è sempre stato fondamentale per la SEO tradizionale: la lunghezza del contenuto. Da sempre elemento premiato da Google, diventa invece un elemento di svantaggio per contenuti social come Instagram o TikTok, che preferiscono da sempre la brevità e l’immediatezza.
Non basta più chiedersi “per quali keyword voglio posizionarmi?”
Bisogna chiedersi “in quale momento l’utente cerca questa informazione e dove lo fa?”
La stessa domanda può avere risposte diverse a seconda del canale e richiede contenuti diversi.

Un articolo approfondito funziona benissimo su un blog. Ma su TikTok serve un video rapido, chiaro, diretto. Su Amazon conta la scheda prodotto, oltre alle recensioni. In un assistente vocale conta la sintesi. In un’AI conta l’autorevolezza della fonte.
Il secondo cambiamento riguarda l’autorità. Non è più solo una questione di backlink. È una questione di presenza, coerenza e riconoscibilità, ovunque. Un brand che viene citato, discusso, recensito e utilizzato in più contesti diventa una fonte credibile. E le piattaforme, AI comprese, se ne accorgono e lo consigliano spingendolo ancora più in alto.
Come sfruttare davvero la Search Everywhere Optimization
La buona notizia è che non serve essere ovunque per forza: serve essere nei posti giusti nei momenti giusti.
Il punto di partenza è sempre lo stesso: capire dove cerca il tuo pubblico. Attenzione: non dove vorresti che cercasse, ma dove lo fa davvero. Questo richiede analisi dei dati e ascolto. A volte scopri che il tuo pubblico non legge articoli, ma guarda video, o magari che preferisce seguire i consigli di un content creator sui social.
Una volta individuati i canali rilevanti, il lavoro diventa strategico. I contenuti non vanno copiati e incollati ovunque, ma adattati e rielaborati. Il messaggio resta coerente, il formato cambia. È qui che la Search Everywhere Optimization incontra il branding e la content strategy.
Fondamentale è anche il monitoraggio. I comportamenti cambiano, le piattaforme evolvono, gli algoritmi fanno di tutto per sorprenderci. Serve misurare, testare, correggere e ripetere.
Il ruolo della consulenza nella SEO
In un contesto globale in cui siamo inondati di informazioni continuamente, sapere come entrare nei giusti flussi informativi è fondamentale per far sì che il proprio prodotto o servizio raggiunga il giusto consumatore (o, in questo caso, il giusto utente).
Di fronte a uno scenario così complesso e pieno di informazioni anche contrastanti, è necessario ancorarsi a quel dato che ci porterà a dispiegare tutta la nostra strategia: lo studio del target.
Lo studio del target non significa immaginare cosa potrebbe piacere al proprio pubblico, ma mettere nero su bianco dati, studi e insight che giustificano scelte strategiche di comunicazione: colori, font, ma anche messaggi, registri di linguaggio e soprattutto i canali da scegliere per la strategia SEO.
La Search Everywhere Optimization è un nuovo modo di pensare e intercettare la visibilità, più vicino alle persone e ai loro comportamenti quotidiani che agli algoritmi.
Perché oggi non vince chi è primo su Google. Vince chi è presente nel momento giusto, nel posto giusto, con la risposta giusta e con il giusto linguaggio.
Sembra tanto lavoro, vero? E in effetti è così. Ma è per questo che esistono professionisti formati per strutturare un piano SEO capace di stare al passo con la Search Everywhere Optimization. Vuoi capire come? Inviaci un messaggio per parlare insieme del tuo progetto.

